Milano – Nördlingen – Dessau – Berlino, 31 luglio – 3 agosto

 

ecco, noi ragazzi dello zoo di etc etc, anche NO

DISCLAIMER: questa cosa che “ah, in nord Europa c’è l’internette aggratis quasi dappertutto”, beh, stocazzo. Quando c’è ed è gratuito è subito sovraccaricato da scrocconi italiani per cui è inutilizzabile: questo per dire che stai postando da un autogrill vicino  

 ad Amburgo usando il telefono, per cui qualunque errore/ambiguità/nonsense potrebbe essere responsabilità del correttore automatico e non sempre della mia idiozia. 

Giovedì sera, dopo cena, recuperi finalmente i ragazzi. Sono abbronzati, stanchi ma allegri dopo quasi un mese di mare. Ti sono mancati, vorresti farti investire dai loro racconti ma devi infilarli a letto di corsa, domani bisogna partire presto.

E invece no: la mattina dopo mille piccoli contrattempi vi fanno partire in ritardo. Vi svegliate sotto una leggera pioggia, i ragazzi sono mezzi addormentati e fino alla frontiera con la Svizzera resteranno in stato semi-comatoso. Superata Lugano vi inerpicate sul San Bernardino e finalmente il cielo si apre. Vi fermate per un picnic su un prato da qualche parte: non sapresti dire esattamente se era Svizzera, Lichtenstein o Austria, qualcuno è davvero in grado di notare la differenza? Ti concedi un breve sonnellino sull’erba mentre Mitia si divora un libro di Neil Gaiman 

comodo, eh
 e le ragazze raccolgono rami, così tanto per riempire il furgone di roba random già dopo tre ore sole di viaggio.

Raggiungete in serata Nördlingen, una delle perfette cittadine medievali sulla Romantiscischiskenkische Strasse o comecazzosidice, i ragazzi sono incantati dalle case colorate col tetto a punta, bassorilievi, stendardi con acquile e spade… Una cittadina tedesca tanto perfetta che potrebbe essere uscita dal pennello idealista di un cartoonist giapponese, coi suoi abitanti rotondetti, simpatici e un po’ imbranati.  

abbiamo provato ad assaggiarle, non sono di marzapane
 La mattina cade una pioggerella leggera mentre fate un giro per le strade invase da un allegro flömart che ha richiamato gente da tutta la regione. Comprate qualche cimelio crucco anni ’80 e vi rimettete in marcia, la strada attraversa paesini sonnacchiosi e foreste di larici dal tronco rosso, tra i quali biancheggia qua e là una betulla.

A quasi cento km da Berlino vi fermate per una tardiva merenda a Dessau,  

“papà, guarda che NESSUNO di noi ha intenzione di fare l’architetto da grande
 deserta e immersa in un silenzio irreale, illuminata da una luce nordica che rende nettissimo ogni dettaglio: cornice perfetta per l’incontro con il complesso del Bauhaus, che si staglia metafisico sul cielo azzurro e terso. Vi fermate per una merenda, godendovi tutta la pace di quel momento. Pensi che in fondo è stato proprio per colpa del libro di Argan che hai deciso di iscriverti alla facoltà di architettura, anni fa: non che ci capissi granché allora però il ritmo e la vivace semplicità del Bauhaus furono fatali per te. Per poi trovarti, anni dopo, a disegnare boiserie e cercare cessi d’oro per… Beh, lascia perdere, questa è un’altra storia.

Arrivate a Berlino in serata, ospiti di amici tedeschi che stanno in un’elegante villetta a Dalhem Dorf (quartiere la cui peculiarità è quella di avere una fermata della U-Bahn che sembra la casa di Bilbo Baggins).  

la metropolitana probabilmente è trainata da i PONY
 I ragazzi vanno a letto esausti, mentre chiacchieri un po’ con la padrona di casa, ex insegnante di italiano ora in pensione, nel giardinetto dietro casa. 

Fa caldo a Berlino: passate la domenica sulla barca dei tuoi amici lungo il Wannsee, i ragazzi si tuffano ogni volta che è possibile cercando di non farsi beccare dai cigni tedeschi. Nel pomeriggio li porti a zonzo per la città: il centro è ormai diventato una di quelle zone franche per turisti che si trova in tutte le capitali europee, persino i palazzoni al di là di Alexanderplatz, col loro grigiore così squallido e romantico, sono stati imbellettati e riempiti di negozi Zara e caffetterie hipster. In certe piazze particolarmente DDR poi, coi 35 gradi pare de stà all’EUR, manca solo il chiosco di angurie ed eroina.

Decidi di allontanarti dal centro allora, e porti i ragazzi a Printzlauerberg, a mangiare un gelato in kollowitzplatz. I giardinetti sono pieni di giovani coppie tedesche, americane, italiane, francesi con ottanta figli a testa e altrettanti tatuaggi. Maia si mette a giocare comunicando in modo misterioso con una bimba inglese, mentre voi vi sdraiate sul prato a guardare la fauna di questa specie di piccola Brooklyn. Finite la serata a Kreutzberg, con due ingredienti tipici della cultura berlinese: il kebab, e una coppia di cervelli italiani in fuga. Ah, adorata  Kreutzberg, il tuo primo impatto con Berlino è stato qui e dopo venti anni poco è cambiato: ci sono ancora i marcioni che ciondolano per strada, l’odore di fritto ovunque, le compagnie di adolescenti turchi con le felpe adidas, la sopraelevata puzzolente… 

kids in görlitzer park
 Il secondo e ultimo giorno berlinese lo passate ancora a zonzo; Maia riesce persino a trascinare tutti quanti allo Zoo (davanti alla cui stazione, incredibile ma vero, c’è ancora qualche tossico, ormai ridotto ad attrazione turistica) dove si toglie lo sfizio di veder un lemure dal vivo. Un lemure. Da dove cazzo le sarà venuta la fissazione per i lemuri, poi, è tutto da scoprire.

Cenate con i vostri ospiti e altri amici loro nel giardino: i ragazzi, tutti e tre, sono felici e spiritosi, e riscuotono simpatia. Ti senti così contento di loro questa sera, e un po’ anche di te stesso. O sarà il vino rosso?

Vai a letto ora però; domani si parte di nuovo e sarà meno facile che qui. Le previsioni per la Danimarca danno pioggia, freddo e vento…  

Berlino te la ricordavvi un po’diversa, come dire, un po’ più FREDDA
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